Lussemburgo – Sacro Cuore di Gesù

L’area su cui oggi si erge la basilica era un tempo occupata da due importanti strutture dell’epoca romana imperiale: il Castro Pretorio, caserma delle guardie pretoriane, e le Terme di Diocleziano.

Nel 1863, papa Pio IX segnò l’inizio di un’importante evoluzione urbanistica con l’inaugurazione di una nuova ferrovia, che prese il nome di Stazione Termini per la sua prossimità alle antiche terme, e contemporaneamente avviò i lavori per un tempio dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Questo progetto si inseriva in un contesto di rinnovato fervore religioso che trovava particolare espressione in Francia, Lussemburgo e Italia, stimolato dall’operato del Padre barnabita Antonio Maresca. Analogamente, a Lussemburgo, vicino alla Stazione Centrale, sorge una chiesa dedicata al Sacro Cuore, testimonianza della diffusione di questo culto.

La costruzione della chiesa subì una sosta a causa della mancanza di finanziamenti, riprendendo solo nel 1880 sotto l’egida di papa Leone XIII che affidò l’incarico a don Giovanni Bosco. Quest’ultimo non solo riprese i lavori ma li estese, includendo la creazione di un ospizio per accogliere i bisognosi.

Il 14 maggio 1887, la chiesa fu finalmente consacrata dopo numerosi ostacoli e carenze finanziarie.

Il 16 maggio 1887, don Bosco celebrò quella che sarebbe stata la sua unica messa in questa chiesa. Durante la cerimonia, una commozione lo interruppe, causata dalla rievocazione del “sogno dei 9 anni”, un momento di profonda ispirazione legato alla comprensione della sua missione. Una targa all’interno della basilica commemora questo episodio toccante.

Oggi, la basilica è sede della Congregazione Salesiana e ospita la Cancelleria dell’Ambasciata del Lussemburgo presso la Santa Sede.

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